{"id":763,"date":"2025-12-07T17:14:53","date_gmt":"2025-12-07T16:14:53","guid":{"rendered":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/?p=763"},"modified":"2025-12-07T17:36:21","modified_gmt":"2025-12-07T16:36:21","slug":"lautoritarismo-dellasterisco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/?p=763","title":{"rendered":"L&#8217;autoritarismo dell&#8217;asterisco"},"content":{"rendered":"<h2>Trascrizione del mio podcast dal titolo: \u201cL&#8217;autoritarismo dell&#8217;asterisco\u201d<\/h2>\n<p>\nSchwa, asterisco, linguaggio inclusivo. Slogan conformisti che risultano nella perdita della realt\u00e0. Questo podcast si propone di dimostrare, attraverso il metodo scientifico, che lo schwa rappresenta una deriva razzista. La tesi verr\u00e0 presentata attraverso una serie di corollari di sostegno. Fino ad arrivare alla definizione della teoria e i risultati di prove sperimentali a sostegno della teoria.<br \/>\nIniziamo a chiarire che il genere grammaticale \u00e8 una convenzione e va trattato come tale. A questo proposito faremo una escursione nelle grammatiche di varie lingue e nella etimologia del genere.<br \/>\nAscoltiamo insieme una breve esposizione sul concetto di convenzione.\n<\/p>\n<p>\nIl concetto di &#8220;convenzione&#8221; in riferimento all&#8217;uso convenzionale di un termine nella lingua italiana si basa principalmente sulla arbitrariet\u00e0 che \u00e8 una propriet\u00e0 fondamentale del linguaggio naturale.<br \/>\nLe fonti definiscono la convenzione, o arbitrariet\u00e0 come segue:<br \/>\nAssenza di Legame Logico: La convenzione \u00e8 l&#8217;aspetto per cui l&#8217;assegnazione di categorie grammaticali, come il genere, \u00e8 in gran parte arbitraria e non ha un legame logico o biologico con l&#8217;oggetto o il concetto che si vuole indicare.<br \/>\nRelazione Non Motivata: L&#8217;arbitrariet\u00e0 \u00e8 la propriet\u00e0 per la quale non esiste alcuna relazione logica o naturale tra il significante, vale a dire la forma fonica di una parola, e il significato, vale a dire il concetto espresso. Ogni lingua stabilisce questa relazione in modo arbitrario.<br \/>\nSistema di Classificazione Grammaticale: Il genere grammaticale \u00e8 in larga parte una convenzione, in quanto si tratta di un sistema di classificazione dei sostantivi. L&#8217;assegnazione del genere alla maggior parte dei vocaboli \u00e8 una convenzione arbitraria.<br \/>\nEsempi Specifici: In italiano, il fatto che &#8220;il sole&#8221; sia maschile e &#8220;la luna&#8221; sia femminile \u00e8 convenzionale e legato alla storia della lingua. Anche l&#8217;uso del maschile come genere non marcato, \u00e8 una convenzione grammaticale derivante dalla storia della nostra famiglia linguistica.<br \/>\nIn sintesi, la convenzione linguistica implica che la classificazione e la denominazione delle unit\u00e0 linguistiche, sostantivi, generi, eccetera, sono sistemi formali stabiliti storicamente e socialmente, non un riflesso intrinseco o necessario della realt\u00e0. Questo carattere costitutivo, definito come arbitrariet\u00e0 costituiva della lingua, distingue l&#8217;uso convenzionale dalla volont\u00e0 individuale.\n<\/p>\n<p>\nFino a non molto tempo fa, all&#8217;arrivo di un neonato si soleva appendere al portone di casa un nastro azzurro se il neonato era maschio, di colore rosa se femmina. Una convenzione. Nulla vietava di porre un nastro di altro colore senza l&#8217;indicazione del sesso. La convenzione veniva mantenuta perch\u00e9 era percepita come tradizione. Nulla ha vietato la sparizione del nastro, in molte citt\u00e0 ed altri luoghi non si usa pi\u00f9. Qualcosa si \u00e8 rotto? Qualcosa si \u00e8 modificato in modo tale da generare traumi? Assolutamente no, perch\u00e9 di convenzione si tratta, le modifiche alle convenzioni non creano danni alla struttura alla quale si riferiscono, semplicemente perch\u00e9 non fanno parte della struttura, ma sono etichette esterne alla struttura.<br \/>\nL&#8217;azione intelligente e colta, \u00e8 diretta alla modifica od alla eliminazione della convenzione, la struttura portante non viene toccata. Nel caso dello schwa invece di eliminare o modificare la convenzione si intacca la struttura della lingua.<br \/>\nCapiremo, nel corso di questa esposizione, che realizzare ci\u00f2 che si propone lo schwa \u00e8 impossibile. Mentre invece eliminare l&#8217;etichetta di genere dalla convenzione, chiamarlo A e B, rosso e giallo, pinco e pallo invece di genere maschile e genere femminile, sarebbe perfettamente realizzabile, modificherebbe la convenzione, ma non la grammatica.<br \/>\nAscoltiamo insieme alcune considerazioni sulla lingua.\n<\/p>\n<p>\nUna lingua umana \u00e8 un potente dispositivo simbolico, un sistema complesso e adattivo che trae fondamento da una singolare combinazione di regole e scelte. Essa \u00e8 l&#8217;espressione di una comunit\u00e0 che la usa per rispondere ai bisogni comunicativi e permettere l&#8217;interazione tra i parlanti.<\/p>\n<p>La lingua parlata \u00e8 considerata la lingua vera o primaria perch\u00e9 il parlato \u00e8 la prima dimensione linguistica che riguarda gli individui. L&#8217;analisi del funzionamento di una lingua deve iniziare dalla sua dimensione orale. Le innovazioni linguistiche e i mutamenti strutturali non provengono da pianificazioni dello scritto, ma risalgono dal basso, cio\u00e8 dal parlato spontaneo.<br \/>\nLa grammatica nasce dall&#8217;osservazione, non da regole arbitrarie dettate a tavolino.<\/p>\n<p>La grammatica \u00e8 limitata da un vincolo biologico del cervello umano. Gli esperimenti di Andrea Moro, a sostegno delle tesi di Noam Chomsky, hanno dimostrato che il cervello umano respinge attivamente le strutture grammaticali impossibili, anche quando vengono insegnate esplicitamente. Questo prova che la grammatica non \u00e8 un costrutto culturale che pu\u00f2 essere semplicemente deciso a tavolino.<\/p>\n<p>La linguistica moderna \u00e8 la scienza che studia la lingua in modo scientificamente fondato. A differenza della grammatica tradizionale, che si limita a descrivere norme, la linguistica si sforza di penetrare le ragioni per cui la lingua funziona in un dato modo, offrendo gli strumenti per una conoscenza approfondita e non dogmatica della grammatica.\n<\/p>\n<p>\nPossiamo dunque distinguere fra la lingua prescrittiva e quella parlata, attraverso gli esempi, nella storia recente, dell&#8217;imposizione di vocaboli nella lingua parlata e scritta. Notare, dalle considerazioni fin qui esposte, che imporre vocaboli \u00e8 un esercizio molto meno difficile rispetto all&#8217;imposizione di strutture linguistiche. Eppure la storia ci insegna che nemmeno l&#8217;imposizione dei vocaboli riesce se i parlanti non l&#8217;accettano. Si pu\u00f2 facilmente concludere che i tentativi di imposizione hanno come base comune una profonda ignoranza di come funziona la lingua. Uno dei casi pi\u00f9 eclatanti in Italia \u00e8 quello di &#8220;autorimessa&#8221;, vocabolo che il fascismo voleva imporre al posto del francesismo &#8220;garage&#8221;. Sappiamo come \u00e8 andata a finire. Certo \u00e8, che non finisce qui. La Francia, ad un certo punto della storia contemporanea, erge una metaforica linea &#8220;Maginot&#8221; contro la penetrazione di vocaboli provenienti dalla lingua inglese. Il caso del vocabolo &#8220;Couriel&#8221; al posto di &#8220;email&#8221;. Ebbene solo gli impiegati statali lo usano perch\u00e9 sono obbligati per legge. I civili usano email oppure semplicemente mail.<br \/>\nIn Turchia si registra la lotta per sostituire la parola &#8220;\u015fehir&#8221; con il vocabolo &#8220;kent&#8221;. Tutte e due significano citt\u00e0, ma la prima \u00e8 di origine persiana. Basta aprire una mappa geografica della Turchia per vedere chi ha ha vinto. L&#8217;altro temine \u00e8 &#8220;saat&#8221; che significa ora, nel senso di tempo di sessanta minuti, di origine araba. Non ci fu nulla da fare, il popolo non aveva alcuna intenzione di abbandonare &#8220;saat&#8221;.\n<\/p>\n<p>\nDiscorrere sulle varie lingue del mondo \u00e8 una grande occasione per notare le differenze, una di esse, fondamentale in questa esposizione, \u00e8 l&#8217;assenza del genere grammaticale in parecchie lingue. A parte l&#8217;inglese, \u00e8 risaputo che non esiste genere grammaticale in inglese, giusto? Nella lingua inglese il problema casomai pu\u00f2 trovarsi nei pronomi. She, he, her, his, eccetera. In turco, oltre all&#8217;assenza del genere, non esiste neanche il problema dei pronomi, &#8220;o&#8221; significa egli, ella, lui, lei, esso.<br \/>\nLa lingua indonesiana \u00e8 ancora pi\u00f9 radicale, non c&#8217;\u00e8 differenza neanche fra fratello e sorella:<br \/>\n&#8220;Kakak saya laki-laki&#8221; vuol dire &#8220;Mio fratello maggiore \u00e8 un uomo&#8221;. Si traduce &#8220;fratello&#8221; perch\u00e9 dopo &#8220;kakak&#8221; c&#8217;\u00e8 il temine &#8220;uomo&#8221;.<br \/>\nSe il concetto &#8220;schwa&#8221; fosse logico, allora in paesi come la Turchia e l&#8217;Indonesia problemi di genere e inclusione non dovrebbero essere tali.<br \/>\nSebbene in Turchia non sia un reato, la vita di omo o trans \u00e8 molto pericolosa.<br \/>\nIn alcune zone dell&#8217;Indonesia, le leggi non sono omogenee in tutto il territorio nazionale, l&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 un reato penale, la transessualit\u00e0 non \u00e8 riconosciuta come fenomeno differente dall&#8217;omosessualit\u00e0.<br \/>\nSono solo due fra moltissimi altri casi, dovrebbero essere sufficienti per desistere dall&#8217;idea &#8220;schwa&#8221;, ma \u00e8 un fatto risaputo che la percezione superi di gran lunga l&#8217;ignoranza, dunque occorre scavare ancora di pi\u00f9 fra le tesi contrarie all&#8217;idea &#8220;schwa&#8221;, non per convincere, bens\u00ec per trovare ragioni in favore di una opposizione attiva.\n<\/p>\n<p>\nEntriamo a fondo nella tematica esposta da Cristiana de Santis che insegna Linguistica dell&#8217;italiano e Didattica dell&#8217;Italiano all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. La dottoressa de Santis cattura la natura dialettica della libert\u00e0 linguistica, un concetto che richiede una costante mediazione tra il desiderio del singolo di autodeterminazione ed espressione libera e la necessit\u00e0 della collettivit\u00e0 di mantenere un sistema funzionale e condiviso. Ascoltiamo insieme l&#8217;estratto del suo contributo pubblicato nel sito Internet dell&#8217;istituto Treccani. Si invita chi ascolta all&#8217;approfondimento nel sito della Treccani alla voce &#8220;schwa&#8221;, scritto esse ci acca vudoppio a, perch\u00e9 di scritto molto lungo si tratta, in questa esposizione si \u00e8 dovuto rinunciare a molto al fine di evitare la fuga di chi ascolta.\n<\/p>\n<p>\nIn un recente articolo uscito sul Portale Treccani ho messo in discussione i presupposti del cosiddetto \u201citaliano inclusivo\u201d, rifacendomi al concetto di \u201cgrammatica ragionata\u201d e \u201cragionevole\u201d, che merita un approfondimento.<\/p>\n<p>Quando si parla di \u201cemancipazione grammaticale\u201d, ci si rif\u00e0 a questa tradizione nella consapevolezza che una conoscenza approfondita e non dogmatica della grammatica della nostra lingua possa favorire pratiche di emancipazione intellettuale in grado di guidare a un uso della lingua non eversivo, ma consapevole e responsabile.<\/p>\n<p>Per avventurarsi su questa strada non basta una conoscenza della grammatica di tipo \u201cscolastico\u201d: che si limiti cio\u00e8 a mettere in relazione una serie di fenomeni con una lista di etichette, pretendendo di catalogare in modo univoco le diverse forme, come se a ciascuna di esse corrispondesse sempre un\u2019unica funzione. Occorre una conoscenza scientifica della grammatica, basata sulla linguistica moderna, che ci consenta di liberarci di molti stereotipi grammaticali tramandati dalla scuola e di affrontare in modo non superficiale problemi complessi, che intrecciano pi\u00f9 livelli della descrizione linguistica (fonologia, morfologia, sintassi, testualit\u00e0) come accade per il genere grammaticale, del quale qui si discute.<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 insistito sull\u2019importanza, per ogni insegnante, di aggiornare le proprie conoscenze intorno al concetto di \u201cgenere\u201d: sia per distinguere il genere, inteso come categoria socio-culturale, dal sesso biologico, sia per evitare la sovrapposizione automatica tra il genere in un\u2019accezione extralinguistica e il genere grammaticale.<\/p>\n<p>Per non cadere in aporie e nelle semplificazioni tipiche del populismo linguistico, dobbiamo imparare, e insegnare, a muoverci nella grammatica dell\u2019italiano con strumenti adeguati allo studio di una lingua moderna e viva, utilizzando spiegazioni scientificamente fondate dei fenomeni osservabili.<\/p>\n<p>Flessione e formazione delle parole, come pure il fenomeno sintattico dell\u2019accordo, fanno parte di quel territorio delle regole \u201cregolanti\u201d della nostra lingua che dobbiamo conoscere e rispettare se vogliamo che i nostri discorsi vengano accolti e compresi. Non possiamo scegliere i suoni con cui comporre le parole della nostra lingua e tantomeno decidere dall\u2019oggi al domani di cambiarli.<\/p>\n<p>Ancor prima, non dobbiamo dimenticare che il parlato \u00e8 la prima dimensione linguistica che ci riguardi, quella da cui si dovrebbe partire nella descrizione del funzionamento di una lingua. Da questo punto di vista, rendere indistinta la vocale finale vorrebbe dire rendere irriconoscibili le parole che pronunciamo in un contesto comunicativo, come il parlato, che \u00e8 meno pianificato dello scritto e che non permette di tornare indietro in caso di errore o di incomprensione.<\/p>\n<p>Un uso responsabile della lingua dovrebbe far parte anche il rispetto della dimensione &#8220;altra&#8221; della lingua, che non \u00e8 un corpo individuale sul quale possiamo agire in base al nostro desiderio, ma un dispositivo simbolico che ci impone di passare le nostre scelte al vaglio della norma condivisa dall\u2019intera comunit\u00e0 di parlanti.<\/p>\n<p>La nostra lingua \u00e8 viva e in movimento, \u00e8 vero, e come tale non \u00e8 immutabile. \u00c8 anzi aperta a innovazioni che, con un ritmo accelerato nell\u2019ultimo mezzo secolo di storia linguistica, hanno determinato cambiamenti non sconvolgenti, ma significativi. Si tratta di innovazioni che vengono pi\u00f9 spesso dal parlato spontaneo che dallo scritto, e che tendono a risalire dal basso pi\u00f9 che a calare dall\u2019alto, come accade per quegli anglismi che sembrano rispondere pi\u00f9 alla moda della lingua feticcio che a un vero bisogno linguistico.<\/p>\n<p>Occorre una conoscenza pi\u00f9 approfondita e meditata dei fatti linguistici, aperta al dubbio dove questo abbia ragione di essere nutrito, che ci metta in grado di riconoscere l\u2019arbitrariet\u00e0 costituiva della lingua, cio\u00e8 il carattere astratto e non motivato delle unit\u00e0 linguistiche e l\u2019indipendenza della grammatica dalla realt\u00e0, che \u00e8 cosa diversa dall\u2019arbitrio individuale, cio\u00e8 dalla volont\u00e0 del singolo di imporsi senza riferimento a scapito di norme esteriori.\n<\/p>\n<p>\nA questo punto abbiamo abbastanza elementi per poter procedere alla conclusione, prima per\u00f2 ascoltiamo il profilo storico di due grandi studiosi della linguistica, essi hanno lasciato un segno profondo negli studi linguistici. Il primo nella grammatica generativa, il secondo nella neurolinguistica.\n<\/p>\n<p>\nNoam Chomsky, nato a Filadelfia nel 1928, \u00e8 uno dei linguisti pi\u00f9 influenti del XX secolo. Negli anni 50 rivoluzion\u00f2 lo studio del linguaggio con la teoria della grammatica generativa, sostenendo che la capacit\u00e0 linguistica umana \u00e8 innata e governata da principi universali. La sua tesi apr\u00ec nuove prospettive nelle scienze cognitive.<\/p>\n<p>La sua teoria della grammatica universale postula l&#8217;esistenza di strutture linguistiche innate nel cervello umano, spiegando come i bambini acquisiscano rapidamente il linguaggio nonostante l&#8217;esposizione limitata. Questo approccio trasform\u00f2 la linguistica da disciplina descrittiva a scienza teorica, influenzando psicologia, informatica e neuroscienze.<\/p>\n<p>Professore emerito al Massachusetts Institute of Technology, Chomsky ha pubblicato oltre cento opere scientifiche. I suoi contributi includono la gerarchia di Chomsky nella teoria dei linguaggi formali, fondamentale per l&#8217;informatica teorica, e il concetto di competenza linguistica distinta dalla performance.<\/p>\n<p>Parallelamente alla carriera scientifica, Chomsky \u00e8 stato prominente intellettuale pubblico e critico della politica estera americana, dimostrando come rigore scientifico e impegno civile possano coesistere in una figura accademica di primo piano.\n<\/p>\n<p>\nAndrea Carlo Moro, nato il 24 luglio 1962 \u00e8 un linguista, neuroscienziato e scrittore italiano. Attualmente ricopre la cattedra di professore ordinario di linguistica generale presso lo Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Nel 2025 \u00e8 stato nominato socio corrispondente dell&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei.<\/p>\n<p>Dopo aver conseguito la laurea all&#8217;Universit\u00e0 di Pavia e il dottorato a Padova, ha svolto ricerca al Massachusetts Institute of Technology e Harvard. I suoi principali ambiti di ricerca sono la sintassi teorica e la neurolinguistica.<\/p>\n<p>Ha sviluppato il concetto di lingue impossibili, dimostrando che il cervello ignora la struttura lineare del linguaggio e computa la grammatica su strutture gerarchiche ricorsive. Attraverso esperimenti con lingue artificiali basate sull&#8217;ordine lineare, ha mostrato che il cervello inibisce progressivamente le reti normalmente riservate al linguaggio.<\/p>\n<p>\u00c8 membro dell&#8217;Accademia Europea e dell&#8217;Accademia Pontificia. Ha pubblicato numerosi saggi scientifici e libri tradotti in varie lingue, collaborando anche con Noam Chomsky.\n<\/p>\n<p>\nLe considerazioni contrarie allo schwa, formulate sulla base del riferimento a Chomsky e ai principi di autogenerazione linguistica e di uguaglianza qualitativa tra le lingue, vertono sull&#8217;idea che il tentativo di modificare la struttura grammaticale a tavolino sia non solo inefficace e anti-scientifico, ma anche ideologicamente pericoloso.<\/p>\n<p>La prospettiva linguistica moderna, rafforzata dalle tesi di Noam Chomsky, stabilisce che la capacit\u00e0 linguistica negli esseri umani \u00e8 innata e strutturata secondo principi astratti, l&#8217;Ipotesi della Grammatica Universale.<\/p>\n<p>Il cervello umano possiede dei vincoli biologici su ci\u00f2 che pu\u00f2 essere una grammatica umana, il che implica che non \u00e8 possibile imparare qualsiasi sistema di regole.<\/p>\n<p>Gli esperimenti condotti da Andrea Moro sulle lingue impossibili dimostrano che il cervello umano respinge attivamente strutture grammaticali che v\u00edolano i principi universali. L&#8217;attivit\u00e0 cerebrale cambia drasticamente quando si tenta di elaborare strutture che vanno oltre i limiti biologici del linguaggio.<\/p>\n<p>Questi risultati sostengono l&#8217;idea che la grammatica \u00e8 un sistema biologicamente determinato, e non un mero costrutto culturale arbitrario che pu\u00f2 essere deciso a tavolino. Il tentativo di inventare lingue artificiali migliori di quelle naturali non ha successo grazie al robusto ancoraggio della grammatica al cervello umano.<\/p>\n<p>Questi dati scientifici vanno contro la premessa che un cambiamento strutturale possa avvenire per decisione consapevole: la modifica linguistica \u00e8, per sua natura, un processo lungo e prevalentemente inconscio determinato dalle scelte collettive dei parlanti, non da un&#8217;autorit\u00e0 centrale o da una minoranza ideologica.<\/p>\n<p>La premessa secondo cui non esistono lingue migliori di altre \u00e8 un fondamento della linguistica moderna. <\/p>\n<p>Non esiste alcun lavoro che dimostri che ci\u00f2 che pu\u00f2 essere espresso in una lingua non sia esprimibile in un&#8217;altra.<br \/>\nTutte le lingue del mondo contengono le istruzioni per pensare sostanzialmente in modi simili, anche in ambiti astratti come la logica.<\/p>\n<p>Le impressioni soggettive sulla musicalit\u00e0 o la nobilt\u00e0 di una lingua non sono misurabili e non possono essere considerate fattori nelle valutazioni scientifiche.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che esistano lingue migliori di altre \u00e8 considerata una tesi completamente falsa.<\/p>\n<p>Affermare l&#8217;esistenza di lingue qualitativamente superiori e, allo stesso tempo, sostenere che la lingua che parliamo determini il nostro modo di percepire la realt\u00e0, Ipotesi Sapir-Whorf, produce una aberrazione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 potrebbe diventare il fondamento di un razzismo cognitivo su base linguistica, che consentirebbe di mettere i gruppi di individui in una graduatoria di merito rispetto alla loro capacit\u00e0 di percepire la realt\u00e0 e di pensare, in base alla lingua che parlano.<\/p>\n<p>Se si accettasse questa premessa, si potrebbero immaginare piani di correzione, come l&#8217;idea di far sparire le lingue meno evolute affinch\u00e9 le generazioni future non incontrino individui inferiori. Questo delirio, in passato, fu la base propulsiva dell&#8217;eugenetica, basato sul legame tra lingua e razza.<\/p>\n<p>Per questi motivi, chi sostiene che esistano lingue migliori di altre e che le lingue condizionino il modo di vedere la realt\u00e0 si assume la responsabilit\u00e0 di aprire uno spazio fertile a chi intende discriminare le persone secondo la loro capacit\u00e0 di percepire la realt\u00e0 e di ragionare.<\/p>\n<p>Il tentativo di introdurre lo schwa come desinenza per un terzo genere o non-genere rientra nell&#8217;ambito dell&#8217; ingegneria linguistica, e viene contestato.<\/p>\n<p>Schwa significa modificare in profondit\u00e0 le regole morfologiche di una lingua come l&#8217;italiano, che affida la marcatura di genere a strategie stratificate. Non si tratta di intervenire su una mera convenzione grafica, ma di alterare la struttura portante della lingua.<\/p>\n<p>Lo schwa \u00e8 una vocale assente nell&#8217;inventario fonologico dell&#8217;italiano. Non si \u00e8 mai verificato un mutamento fonologico con l&#8217;inserimento ex abrupto di un suono mai comparso prima nella lingua.<\/p>\n<p>Le proposte che agiscono sul genere delle parole in modo semplicistico con espedienti grafici o fonetici obbediscono a regole arbitrarie, decise a tavolino, e non coerenti con le regole della lingua italiana.<\/p>\n<p>Il tentativo di imporre lo schwa, non \u00e8 coerente con il modo in cui le lingue naturali evolvono, un processo determinato da scelte inconsce e collettive dei parlanti. Ridurre il genere grammaticale a un mero problema ortografico risolvibile con un simbolo non alfabetico o fonetico non considera la complessit\u00e0 della descrizione linguistica.<\/p>\n<p>In sintesi, l&#8217;obiezione radicale contro lo schwa \u00e8 che esso si basa su teorie linguistiche indimostrabili e viola il principio di Chomsky che vede la grammatica come biologicamente vincolata, aprendo al contempo la strada a una pericolosa giustificazione di superiorit\u00e0 linguistica, definibile come razzista.\n<\/p>\n<p><a class=\"spreaker-player\" href=\"https:\/\/www.spreaker.com\/episode\/l-autoritarismo-dell-asterisco--68929847\" data-resource=\"episode_id=68929847\" data-width=\"100%\" data-height=\"200px\" data-theme=\"light\" data-playlist=\"false\" data-playlist-continuous=\"false\" data-chapters-image=\"true\" data-episode-image-position=\"right\" data-hide-logo=\"false\" data-hide-likes=\"false\" data-hide-comments=\"false\" data-hide-sharing=\"false\" data-hide-download=\"true\" data-title=\"L&#39;autoritarismo dell&#39;asterisco\">Listen to &#8220;L&#39;autoritarismo dell&#39;asterisco&#8221; on Spreaker.<\/a><br \/>\n<script async src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/widgets.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascrizione del mio podcast dal titolo: \u201cL&#8217;autoritarismo dell&#8217;asterisco\u201d Schwa, asterisco, linguaggio inclusivo. Slogan conformisti che risultano nella perdita della realt\u00e0. Questo podcast si propone di dimostrare, attraverso il metodo scientifico, che lo schwa rappresenta una deriva razzista. La tesi verr\u00e0 presentata attraverso una serie di corollari di sostegno. Fino ad arrivare alla definizione della teoria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":766,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11,9],"tags":[],"class_list":["post-763","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italiano","category-politics"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/763","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=763"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/763\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":765,"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/763\/revisions\/765"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/oreste.parlatano.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}