Galimberti è una manna dal cielo è una benedizione, aver avuto Galimberti, poter ascoltare Galimberti, ti cambia, ti migliora. Dopo aver ascoltato Galimberti sicuramente sei una persona migliore, per lo meno io mi sento migliore. Però Galimberti è una persona, è un uomo, è un essere umano, e come tale tale sbaglia, come tutti gli esseri umani. Lui è sicuramente un essere umano intellettualmente molto al di sopra di tanti altri esseri umani, però è sempre un essere umano, e quando parla di tecnica, quando parla di tecnica, sbaglia. Mi dispiace, ma sbaglia, la tecnica esiste da prima della storia. La tecnica esiste nel momento in cui l’essere umano ha cominciato ad usare una pietra come coltello, poi l’ha picchiata più piccola, l’ha tagliata più piccola e ne fatto una freccia.
Nel momento in cui un essere umano ha un coltello e una freccia che cosa succede? Succede intanto che ha appreso una tecnica per poter trasformare una pietra in oggetti che hanno una funzione.
La tecnica è associata alla funzione, non può esserci tecnica senza che non ci sia una funzione, questo è molto importante, per il momento rimane un concetto vago, ma poi lo approfondiremo.
Nel momento in cui l’essere umano un coltello, bene, ammazza l’animale, lo taglia, divide le parti. Quelle parti possono essere cucinate in maniera diversa, ecco che poco a poco, nasce la cucina, e nasce anche la fantasia applicata alla cucina. Ed ecco che si apre una forma d’arte, nel momento in cui l’essere umano ha un coltello, taglia la pelle dell’animale, veste quella pelle. La può vestire in diversi modi, e ad un certo punto sperimenta diversi modi e nasce un’altra arte. L’arte del vestire, l’arte di preparare i vestiti, l’arte di tagliare i vestiti. Quindi abbiamo un primo esempio che. dalla tecnica e dalla funzione. nasce un’arte. Tecnica e arte, non è un caso se la stessa parola indicava le due cose, tecnica e arte nel greco antico. Mi sbaglio? Ebbene andiamo un pochino più in là e vediamo un po’ che cosa succede con la tecnica. Con la tecnica vai nella grecia antica e trovi il Partenone. Trovi delle statue. Trovi dell’architettura. Quelle statue, quell’architettura, quei vasi, e beh ci vuole una tecnica per poterli fare! Quella è una tecnica distruttiva per l’uomo? Vabbè, si può discutere di questo. Si può anche discutere che, magari, abbia potuto anche distruggere, ma la concepiamo così quella tecnica? La tecnica di un vaso greco. Andiamo alle bellezze romane e anche lì, anche lì, abbiamo architettura, abbiamo scultura, abbiamo un sacco di cose, mosaici, pittura. Andiamo un pochino più avanti e vediamo delle pitture meravigliose, che per poterle fare avevi bisogno di imparare una tecnica. I grandi pittori del passato dovevano conoscere una tecnica, la tecnica per dipingere in un certo modo, la tecnica per scolpire in un certo modo. Ebbene quella tecnica, la possiamo interpretare come la tecnica distruttiva? Io direi proprio di no, magari sì, ma mi sembra di no. Ebbene, andiamo un pochino più avanti e vediamo quando, tecnica e arte si separano. In quel momento, nel momento in cui tecnica e arte si separano, è che la tecnica diventa inumana, diventa la brutta tecnica, che conosciamo ora.
Guarda caso la tecnica si separa dall’arte nel momento in cui sparisce l’artigiano, o che comunque l’artigiano, comincia l’inizio della sua fine. Qual’è l’inizio della fine di un artigiano? Beh, l’inizio della fine di un artigiano è con la rivoluzione industriale. È in quel momento che questa parola tecnica si sdoppia, da una parte hai arte dall’altra hai tecnica.
Non hai più la τέχνη greca, che voleva dire sia arte che tecnica allo stesso momento. In quel momento si divide, c’è lo scisma, e questo scisma determina la tecnica che abbiamo oggi. La tecnica che abbiamo oggi, poi alla fine, è diversa da quella di ieri? Direi proprio di no! Perché la tecnica che abbiamo oggi, è la tecnica che permette non solo di avvitare bulloni ma serve anche all’arte, a della bella arte. Alla pittura, alla cucina, che è una forma d’arte, alla musica, anche alla poesia ,serve a un sacco di belle cose, non solo a brutte cose. Oggi come ieri.
Però oggi tecnica e arte si sono scisse, e quella parte che si è scissa, e che rimane solo tecnica, è quella parte brutta. È brutta inumana ed è aliena, forma l’alienazione dell’uomo moderno.
Per uomo moderno si intende, l’uomo che nasce con la rivoluzione industriale. È in quel momento che l’uomo comincia la sua alienazione, quella vera. In quel momento, l’uomo comincia a staccarsi da quella che è la realtà e comincia a crearsi una realtà parallela.
Una realtà parallela che cerca di, in qualche modo, sminuire o dimenticare. La brutta realtà attuale, la realtà che comincia con le fabbriche.
Che cos’altro comincia in quel momento? In quel momento comincia anche un’altra cosa. Vediamo un po’ di capire cosa comincia in quel momento.
Siamo nella rivoluzione industriale, comincia la borghesia, comincia ad arricchirsi parecchio, grazie alla tecnica, grazie alla rivoluzione industriale.
Ebbene in quel momento si comincia a parlare di capitale.
Non sarà forse che il problema non è la tecnica, ma è il capitale? A questo punto se il problema vero è il capitale è inutile che continui a ragionare, c’è chi già scritto parecchio su questo tema, un certo Marx.
