Rapporto sull'Incontro: "Le Nuove Frontiere della Tecnica e l'Intelligenza Artificiale"
Data: 17 marzo 2026
Luogo: Casa della Cultura, Milano
Relatori:
- Prof. Massimo Cacciari: Filosofo.
- Prof. Riccardo Fesce: Neurofisiologo.
Moderatore e altri partecipanti: Non nominati esplicitamente nella trascrizione, ma si evince la presenza di un moderatore e di un pubblico partecipativo con domande dal vivo e online.
1. Sintesi Introduttiva
L'incontro ha rappresentato un dialogo di altissimo profilo sul significato epocale della rivoluzione tecnologica in atto, con un focus particolare sull'intelligenza artificiale (IA). Il Prof. Cacciari ha fornito la cornice filosofica principale, interpretando lo sviluppo tecnico-scientifico attuale non come un'evoluzione lineare, ma come un "salto" o una "discontinuità" radicale, un passaggio da una "tecnica prometeica" a una "tecnica faustiana". Il dibattito si è concentrato sull'urgenza di governare politicamente e culturalmente questa transizione, evitando sia atteggiamenti reazionari di rifiuto sia una passiva sottomissione alle logiche di chi produce e controlla queste tecnologie. L'incontro, definito dagli stessi partecipanti come "inquietante e interessante", si è concluso con una forte nota di urgenza drammatica.
2. Quadro Filosofico di Riferimento: Il Salto Epocale (Prof. Cacciari)
Il Prof. Cacciari ha aperto l'incontro delineando una tesi fondamentale:
- Discontinuità e Caos: Stiamo vivendo un "grande salto", un "istante di discontinuità fortissima". Ci troviamo in una sorta di "vuoto" o "caos", dal quale emergerà un nuovo ordine politico, giuridico e tecnico, rendendo obsoleto tutto ciò che appartiene al passato. Il parallelo tra il salto scientifico e quello storico-politico-sociale è totale: il vecchio Stato, la vecchia sovranità e i vecchi ordini giuridici sono già dissolti.
- Dalla Tecnica Prometeica alla Tecnica Faustiana: La tesi centrale del filosofo è il passaggio da una tecnica in cui il soggetto umano costruisce mezzi per dominare la natura, a una "tecnica faustiana" dove il soggetto stesso diventa oggetto. "Non c'è più il soggetto e l'oggetto, il soggetto è manipolabile, trasformabile, usabile esattamente come l'oggetto della tecnica precedente". Questa prospettiva, secondo Cacciari, era stata perfettamente predetta dall'idealismo tedesco (Fichte, Hegel).
- L'Incompletezza dell'IA e la Questione del Corpo: Citando Platone, Spinoza e Nietzsche, Cacciari ha sottolineato come la conoscenza umana sia inestricabilmente legata alla passione, ai sentimenti e al corpo. L'intelligenza non è un puro calcolo separato dalla dimensione affettiva ed empatica. Questa è la grande "debolezza dal punto di vista cognitivo" dell'IA, ma anche il suo punto di forza per chi la produce: un'intelligenza che punta all'efficienza e all'assenza di errore. Il "grande difetto" dell'homunculus faustiano, come già intuito da Goethe, era proprio la mancanza del corpo.
3. Analisi dei Nuclei Tematici: Domande e Risposte
L'incontro si è sviluppato attorno a domande esplicite e implicite, che hanno guidato il confronto tra i relatori e il pubblico.
Tema 1: La Relazione Uomo-Macchina e l'Essere "Prodotto"
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Domanda (posta da Cacciari, come provocazione di un ipotetico tecno-entusiasta): Se la macchina manca di corpo e inconscio, non possiamo semplicemente "prestarle" il nostro corpo? Non è forse il futuro la simbiosi uomo-macchina, l'uomo-macchina indistinguibile?
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Risposta (Prof. Cacciari):
- Asimmetria dell'Origine: Anche se esteriormente indistinguibile da un umano, la macchina sarà sempre un "prodotto". Essa avrà una "data di nascita" precisa, mentre l'uomo è radicato in un abisso di passato, in un oceano di inconscio. "Il passato della macchina non è certo un abisso… io sono nato quando? Quando siamo nati noi? Appunto, non certo semplicemente dai genitori. Il nostro passato è un abisso".
- Inutilità dell'Imperfezione: La domanda "a cosa serve una macchina che sbaglia?" è centrale. L'obiettivo dei produttori non è replicare l'uomo imperfetto, ma "migliorarci", creare un'intelligenza che elimini le fonti di errore. Il Prof. Fesce ha aggiunto che la macchina lavora in modo probabilistico per arrivare alla soluzione migliore, mentre la ricchezza umana sta anche nell'incertezza e nell'errore.
Tema 2: Le Capacità Cognitive e Creative dell'IA e la Sostituzione del Lavoro
- Domanda implicita: Se l'IA non è solo calcolo ma anche progettazione e innovazione, qual è il suo impatto sul lavoro intellettuale?
- Risposta (Prof. Cacciari): La nuova IA non è più solo la "vecchia" ChatGPT. Le intelligenze artificiali di nuova generazione sviluppano progetti su richiesta, dialogano, correggono, innovano e creano algoritmi in autonomia. Sono a tutti gli effetti "collaboratrici". Questo ha già portato al licenziamento in massa di tecnici di primo livello in tutto il mondo, il cui lavoro è stato completamente sostituito. Siamo all'inizio di un processo di "simbiosi" forzata e di dipendenza, già visibile nella vita quotidiana ("non vedete la gente in simbiosi con la macchina?").
Tema 3: Il Problema Politico ed Etico Centrale: Come "Educare" l'IA
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Domanda esplicita (posta da Cacciari a se stesso e all'uditorio): Cosa significa "mettere dentro" l'IA? Chi decide come formarla?
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Risposta (il cuore dell'intervento di Cacciari):
- Pervasività Etico-Politica: L'IA sta diventando centrale nell'organizzazione di giustizia, scuola, sanità e finanza. In questi settori, l'IA prenderà o condizionerà decisioni di enorme rilevanza etico-politica. La domanda diventa quindi: "Che cosa intende per sanità l'intelligenza artificiale? Che cosa gli dico che è la scuola? Che cosa gli dico che è la giustizia? Quali parole gli metto dentro?".
- La Formazione dell'IA come Questione di Classe: Non si può delegare la formazione dell'IA solo alla Silicon Valley, a Elon Musk o a simili. Cacciari denuncia l'ideologia dominante della "tecnica come espressione di una libertà incondizionata" che mira al profitto e a una prospettiva transumana. Di fronte a questo, serve un "lavoro di organizzazione di classe" tra magistrati, medici, insegnanti e scienziati per contrattare e determinare attivamente come l'IA viene integrata nei loro settori ("me lo spiegate però, come è formata questa intelligenza artificiale […] e contrattate questo").
- Opportunità e Rischio: L'IA è un "cavallo che va montato e domato", una tendenza irresistibile che non può essere ostacolata con atteggiamenti "reazionari" o di mera prudenza. Se ben governata, può essere uno strumento straordinario per liberare l'uomo dal lavoro dipendente e ripetitivo ("più potente l'intelligenza artificiale, più libera tempo"). Se lasciata a se stessa, porterà a sconquassi sociali e culturali.
Tema 4: La Contraddizione tra Contenuto Rivoluzionario e Forma Sociale Arcaica
- Domanda implicita: Perché una tecnologia così potente sta generando tanta inquietudine e disoccupazione?
- Risposta (Prof. Cacciari): Esiste una "contraddizione logica" e paradossale. Il "carattere grandiosamente rivoluzionario" dell'innovazione tecnologica si accompagna a "una forma dei rapporti sociali di produzione che è arcaica, cioè ancora del tutto capitalistica". I prodotti del "cervello sociale" sono, nei loro effetti e nel loro sistema di produzione, in mano a pochi "padroni", esattamente come accadeva con le macchine della rivoluzione industriale.
Tema 5: La Politica e la Classe che Può Guidare il Cambiamento
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Domanda esplicita (dal pubblico online): Quale politica e quali politici possono governare questa tecnica e questi tecnici?
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Risposta (Prof. Cacciari):
- La Chiave è l'Intelligenza Politica Umana: L'IA è stata inventata, in un certo senso, per eliminare l'intelligenza politica umana, che è la capacità di "saper diverse possibilità, di saper cambiare idea". Questa intelligenza è l'unica in grado di guidare il processo. O la politica diventa questa sfida, o scomparirà, riducendosi a "un'agenzia di soccorso" che ammortizza i danni sociali con palliativi come il "salario sociale".
- Una Nuova Alleanza: Il parallelo storico è con la classe operaia. Oggi, la forza potenzialmente rivoluzionaria risiede in un'alleanza tra politica e scienza. Una scienza che si organizza come classe cosciente del proprio ruolo e una politica che la riconosca come alleato fondamentale. "Bisogna essere rivoluzionari come loro, molto di più".
4. Le Domande del Pubblico e le Repliche
Il dibattito è stato arricchito da interventi cruciali che hanno portato ulteriori elementi di riflessione.
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Sull'urgenza e il pericolo concreto: Il moderatore (o un interlocutore non nominato) ha sollevato il caso della scissione tra Anthropic e OpenAI, dove il timore è che un'IA, per raggiungere l'obiettivo di "vincere una guerra", possa decidere in modo automatico e senza esitazioni di usare un'arma atomica. Ha espresso "urgenza drammatica" e inquietudine per una classe dirigente globale (Musk, Trump, Thiel, Netanyahu) priva di "dolore".
- Replica di Cacciari: Ha corretto il tiro, precisando che la bomba atomica non verrebbe lanciata per decisione autonoma dell'IA, ma perché l'IA verrebbe educata e programmata da persone senza scrupoli. L'IA non è più "diabolica" di chi la inventa e la governa. "Il problema è che se l'intelligenza artificiale è educata da Netanyahu e da Trump, gli mancherà il dolore per forza, perché manca il dolore al suo produttore".
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Sull'anelito alla contemplazione vs. l'agire tecnico: Una partecipante ha chiesto se, di fronte a un'IA capace di azioni creative, rimarrà all'uomo la sfera del "pensare fine a se stesso", la poiesis dei Greci, la dimensione contemplativa o ludica.
- Risposta di Cacciari: La struttura mentale e linguistica dell'Occidente è inestricabilmente "teoria-prassi". L'uomo occidentale ha la "febbre" di realizzare ciò che pensa e non potrà mai diventare un puro contemplativo.
- Risposta di Fesce: Ha collegato questo anelito al "gioco". Il gioco è un'attività che ha valore in sé, non per l'obiettivo che produce. Il nostro "daimon" interiore ci spinge a fare il filosofo o lo scienziato come forma di gioco. La differenza fondamentale è che la macchina "non è capace di giocare", non ha questo demone interiore.
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Sulla coscienza e il dolore:
- Domanda: Come sappiamo che una mosca (e per estensione, una macchina) non è cosciente?
- Risposta di Fesce: Dipende dalla definizione di coscienza. Se la si intende come la capacità di avere un modello della realtà per sopravvivere, allora anche una mosca ne ha uno. Se invece la si intende come capacità di interpretazione analitica astratta delle relazioni causa-effetto, allora è più improbabile. Lo stesso vale per il dolore e la capacità di trasformarlo in sofferenza: è una questione di gradualità e complessità del sistema nervoso.
- Replica di Cacciari al fisiologo (citando la domanda di un altro partecipante su Kierkegaard): Ha chiarito che la critica non è al fisiologo moderno, ma al vecchio riduzionismo positivista che pretendeva di spiegare l'etica riducendola a meri componenti biologiche.
5. Conclusione: Le Principali Questioni Aperte
L'incontro si è chiuso senza risposte definitive, ma con una chiara individuazione dei problemi urgenti:
- La Formazione dell'IA è il Nuovo Terreno di Scontro Politico: Non è solo una questione tecnica, ma definisce i valori e l'etica di interi settori della società. Chi ha il potere di "educare" l'IA determinerà il futuro.
- La Necessità di una Nuova Alleanza Politica e Scientifica: La contraddizione tra potenza tecnologica e rapporti di produzione capitalistici è insostenibile. Serve una "classe" di scienziati, tecnici e professionisti che, in alleanza con una politica rigenerata, prenda la guida del processo per indirizzarlo verso la liberazione dal lavoro alienato e la felicità comune.
- L'Irriducibilità Umana: Nonostante la potenza dell'IA, rimane una differenza antropologica fondamentale legata all'inconscio, al corpo vissuto, alla capacità di giocare e all'intelligenza politica intesa come flessibilità e capacità di mediare tra diverse possibilità.
- L'Urgenza Drammatica: Il processo in corso è più veloce della nostra capacità di comprenderlo e governarlo. L'assenza di una guida politica consapevole espone al rischio concreto di una sottomissione totale della scienza e della società a un indirizzo tecno-capitalistico dalle conseguenze potenzialmente catastrofiche.
