Il lavoro e la persona

È vero, le considerazioni che riguardano la persona sono motivanti perché la nostra cultura italiana, europea, occidentale, è centrale alla persone come elemento fondante del tutto. È altresì vero che i comunisti italiani rendono centrale la collettività senza però dimenticare la persona. La società comunista si sviluppa attraverso l’interazione delle persone. L’interazione, secondo il modello comunista, è rappresentata dal lavoro. Il lavoro non è semplicemente un atto, una azione che converge verso un obiettivo, ma un valore politico e culturale. Politico perché attraverso il lavoro si costruiscono le idee, culturale perché attraverso il lavoro si costruisce la persona. Il lavoro chiude il cerchio, costruisce l’armonia della collettività e preserva l’individuo.
Il valore totalizzante del lavoro umano, quello che si realizza dalla coordinazione corpo – mente, è elemento centrale dei comunisti. Solo dei comunisti, non ci sono altre forze politiche che difendono l’idea del lavoro umano come condizione di emancipazione. Il lavoro umano oggi tende a richiamare il concetto di schiavitù per come è gestito da tutte le forze politiche non comuniste. Il capitalismo, ancora una volta, è responsabile della retrocessione del genere umano alle condizioni dell’inizio della storia, e le forze politiche dietro al capitale a scodinzolare. Le persone che desiderano pensare non possono non vedere questa verità. Per questo motivo oggi, sottolineo oggi, l’idea comunista è ancora più pericolosa. Ciò spiega cosa sta succedendo in Europa, il tentativo di rendere illegali le formazioni comuniste a tutti i livelli, hanno ancora paura del comunismo, hanno paura dell’emancipazione dei popoli.

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